La rete insediativa delle terre alte Orco e Soana
La dinamica insediativa delle terre alte è piuttosto chiaramente leggibile a partire dal XII - XIII secolo, quando si assiste al concorso tra i signori locali e le comunità di uomini liberi per accaparrarsi spazi sempre più ampi nelle terre coltivabili a danno della foresta di versante. Si tratta dei ronchi per la creazione di nuovi ambienti produttivi, che consentano alle comunità di espandersi e ai signori di trarre cospicui guadagni. Questa dinamica investe direttamente le ampie distese di foresta comunitaria o signorile dei valloni appartati e degli alti versanti.
Per comprendere la consistenza della penetrazione umana nelle valli è significativa la citazione a Noasca di una chiesa dedicata a Santa Maria già nel 1142, che Guido dei conti de Canavise dona, con tutte le sue pertinenze, ai cavalieri del Santo Sepolcro. Pochi anni dopo, nel 1185 un documento di dubbia autenticità cita una presenza signorile nel piccolo centro dell’Andorina (Valprato) a 1465 m di quota. Nella visita pastorale del 1329 compare la chiesa di Campiglia dedicata a Sant’Orso ponendo un termine ante quem per l’insediamento stabile nell’alta Valle Soana con cospicui agglomerati. Per via della dedicazione questa chiesa stabilisce un sicuro legame sociologico e culturale con l’ambiente a matrice franco-burgunda della valle d’Aosta, dove non sono estranee penetrazioni Walser dal mondo germanico.
I villaggi rurali della gente comune, costituiti da piccole case monocellulari, risultano raramente databili, ma nell’ambiente delle terre alte vi sono elementi che per confronto consentono di qualificare una serie piuttosto ampia di strutture signorili costruite a quote ben superiori ai 1000 m s.l.m., ascrivibili al pieno Medioevo. L’elemento chiave è costituito dalla casaforte di Pertia nel comune di Ribordone, collocata a 1228 m s.l.m. Si tratta di un edificio con evidente carattere difensivo, dotato di consistenti pertinenze agricole, posto a presidio di un grande fondo. La struttura è citata nella cronaca “De Bello Canepiciano” di Pietro Azario a metà del XIV secolo poiché coinvolta nella cruenta guerra del Canavese (1338 – 1346).
Il modello dell’insediamento formato da case-forti sparse nelle terre alte è ricorrente, e accanto alla struttura signorile, sorgeva immancabilmente un abitato rurale piuttosto esteso, consistente nelle dimore dei sudditi del signore di banno legati al fondo agro-pastorale.
Accanto alle politiche insediative signorili si affiancano interventi delle comunità di uomini liberi alla ricerca di espansioni nella foresta e questo sembra spiegare la presenza di numerosi insediamenti dove non s’identifica la presenza di edifici a carattere aulico come le case-forti. In questo caso si tratta della rilocalizzazione di piccoli gruppi umani su iniziativa delle comunità realizzata nell’ambito delle terre comuni.
Le due forme insediative costituiscono il tessuto antropico delle terre alte, con strutture idonee a ospitare mandrie di bovini la cui diffusione medievale sembra ascriversi unicamente all’azione signorile che, a mero scopo di incremento delle rendite, posero a coltura ampie estensioni di loro proprietà o frutto di usurpazione, rilocalizzando intere fasce di popolazione rustica e servi salariati.
La spinta alla formazione dei ronchi, con o senza la presenza signorile, sembra derivare dall’aumento della pressione demografica manifestatasi tra XI e XIII secolo. Essa condusse alla formazione di numerosi villaggi e concorre a configurare la rete insediativa delle valli ormai prossima a quella che ancora oggi si può osservare. Nelle Valli Orco e Soana la lista degli insediamenti con casa-forte è lunga e comprende Servino, Andorina, Guaria, Crotto, Bech ed Erbanda in Valle Soana, quindi Pietra, Navetta, Raje, Fraschietto, Onsino, Castelletto, Pertia, Tirolo, Barcheron, Molera e Casetti nell’asse dell’Orco, solo per citare i principali. Un discorso a parte lo merita Pianit, nel comune di Locana, dove una casa gemina di tradizione carolingia appare ben più antica di quelle normalmente diffuse sul territorio, rimandando forse all’XI secolo.
Dott. Marco Cima
Storico - CESMA - Museo Archeologico del Canavese
Casa-forte “Grand Betum” di Servino!, puoi trovare anche:
Benvenuti Alla Casa-Forte “Grand Betum” Di Servino!
Suggerito da: Neoneh Staff
L’intervento Sul “Grand Betum” E Le Sue Fasi
Suggerito da: Neoneh Staff
Cos’è Una Casa-Forte
Suggerito da: Neoneh Staff
La Rete Insediativa Delle Terre Alte Orco E Soana
Suggerito da: Neoneh Staff
“Lo Grand Betum” Di Servino
Suggerito da: Neoneh Staff
Vita Quotidiana Nella Casa-Forte
Suggerito da: Neoneh Staff
Case-Forti “Alle Falde Del Gran Paradiso”
Suggerito da: Neoneh Staff
Lo Cher En Val Soana – Il Cuore In Valle Soana
Suggerito da: Neoneh Staff
Effepi Associazione Di Studi E Di Ricerche Francoprovenzali
Suggerito da: Neoneh Staff
L’associazione “Pietra Su Pietra” Onlus Di Frassinetto
Suggerito da: Neoneh StaffVuoi scrivere la tua esperienza e le tue emizioni legate a questo contenuto?
Iscriviti e potrai far sapere a tutti cosa ne pensi!
Non ci sono commenti per questo articolo. Iscriviti per poter commentare.