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“Lo Grand Betum” di Servino

“Lo Grand Betum” di Servino

Il territorio delle Alpi, grazie alla sua morfologia complessa, presenta ambienti appartati che in passato hanno rappresentato veri e propri micro-universi insediativi dove le comunità hanno addomesticato l’ambiente adattandolo alle coltivazioni e all’allevamento. In quegli stessi ambiti hanno costruito case e villaggi e li hanno connessi alle principali arterie di comunicazione di fondovalle attraverso una complicata rete di sentieri e mulattiere. Questo è il caso del Vallone del torrente Servino che contiene un complesso articolato di nuclei rustici con caratteri antichi, risalenti al pieno Medioevo. In questo ambito si possono distinguere differenti dinamiche definite da una prima zione signorile riferibile alla creazione di una grande azienda agraria di montagna presidiata da un’imponente casa-forte definita localmente “Lo Grand Betum” (la grande costruzione). In questo complesso si identificano con chiarezza gli elementi architettonici che caratterizzano i castelli antichi e nella fattispecie la tessitura muraria a spina di pesce e l’impiego di strutture ricorrenti nell’architettura commacina a carattere rustico di origine alto-medievale del trilite per configurare le aperture. Accanto a queste ricorrono piccoli accorgimenti di pregio come le mensole monolitiche per il sostegno delle gronde o le lastre disposte a protezione delle teste delle chiavi lignee. Poche modifiche recenti ne hanno stravolto il carattere primario definito in forma di torrione facilmente difendibile con accesso ai piani alti mediante scale a pioli recuperabili dall’alto.

Nell’intorno sono riconoscibili pertinenze di varia natura, cresciute e riorganizzate nell’arco di diversi secoli che nelle evidenze più tarde rimandano a solide costruzioni in pietra, anche con addossamenti a tergo non pertinenti con l’originaria struttura e forse databili in base alla data incisa su un concio, riferibile al XVII secolo. Si ritiene che in origine il complesso insediativo delle casaforte nell’intorno del torrione disponesse di stalle e ovili prevalentemente costruiti in legno, con recinti adeguati a contenere greggi e mandrie nell’ordinaria attività zootecnica. In questo complesso appare di rilievo la presenza di un antico rascard di tradizione Walser che potrebbe sottolineare l’ingresso da nord di popolazione provenienti dall’ampia koiné germanica.

La struttura era posta a presidio di un grande fondo agro-pastorale, intorno al quale sono cresciuti gli insediamenti rustici che caratterizzano il vallone (Recrosio e Fontana). L’economia era incentrata su grandi risorse di pascolo ottenuto deforestando i versanti ben esposti e sull’economia del castagno, la cui allignazione ai livelli più alti giunge a quote di poco inferiori a quelle dell’insediamento signorile.

Studi comparativi sulle strutture e un sondaggio di scavo condotto al piede della struttura hanno consentito di studiare i livelli di fondazione del torrione con il riconoscimento dei resti di una piccola calcara dove venne prodotta la calce necessaria alle murature. Pochi materiali di associazione hanno consentito di ipotizzare la fondazione nell’arco temporale tra XI e XII secolo.

Il carattere difensivo della struttura non va inteso quale precipua vocazione militare, bensì come segno distintivo del potere di banno del signore sulle terre, oltre che di presidio dei beni fondiari e dei prodotti, quali latticini, castagne, frumento e carni salate, costituenti le produzioni tipiche dell’ambiente di montagna e le contribuzioni dei sudditi ad assolvimento dei tributi.

Nel complesso delle case-forti giunte al III millennio con buona parte delle strutture in erezione, “Lo Grand Betum” è una delle più antiche, paragonabile a Pianit (Locana), Pertia (Ribordone) e Onsino (Sparone). Essa va ascritta alla presenza sul territorio di uno dei tanti rami della dinastia San Martino, anche se non si può escludere che nel tempo sia passata di mano in occasione delle tante piccole e grandi guerre feudali che caratterizzarono il Medioevo canavesano.

Dott. Marco Cima
Storico - CESMA - Museo Archeologico del Canavese

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