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Cos’è una casa-forte

Cos’è una casa-forte

Le case-forti sono edifici solitamente distribuiti in elevato su diversi piani in forma di torre che costituiscono il fulcro di un fondo rustico di proprietà signorile, dove durante il Medioevo si svolgevano attività economiche rilevanti, generalmente legate all’agricoltura e all’allevamento ma talora estrazioni minerarie o ad altre attività tipicamente prerogativa delle signorie di banno.
Questa tipologia di strutture emerse sin dai secoli dell’alto Medioevo e trovò grande diffusione nel mondo rurale durante epoche nelle quali la sicurezza era precaria e la difesa di beni e derrate non era volta all’azione di eserciti, bensì atteneva alla sfera locale, dove agivano componenti della società talora avverse, o si annidavano malviventi pronti a tuto pur di accaparrare derrate e ricchezze.
Sul piano strutturale si tratta di costruzioni di buona qualità edilizia, analoga a quella impiegata nella costruzione dei castelli, normalmente dotate di poche aperture, che si sviluppavano su più piani, con particolari architettonici tipici degli edifici Medievali. Le forme erano adatte alla difesa passiva, attuata per larga misura con accorgimenti semplici come quello di ritirare dall’alto la scala a pioli di accesso ai piani ogniqualvolta un pericolo si palesava.

Numerose case-forti hanno attraversato i secoli della loro storia mantenendo intatta la struttura originale, mentre altre hanno subito evoluzioni: vuoi trasformandosi in muniti castelli in seguito ad accrescimenti successivi o, in altri casi, finendo inglobate in nuclei insediativi più complessi che sono alla base di villaggi rustici cresciuti nella campagna.

Nel contesto storico canavesano, in base alle evidenze ancora presenti sul terreno è possibile individuare le diverse tipologie di questi singolari edifici, spesso legati alla maturazione o al consolidamento delle dinamiche insediative, anche se talora le strutture originali sono ridotte a ruderi dai connotati non facilmente riconoscibili.
Nella quasi totalità dei casi le case-forti distribuite nell’ambiente rurale erano attorniate da edifici rustici (fienili, granai, cantine, stalle, ovili, ecc.), atti a ospitare consistenti risorse costituite da armenti e derrate derivanti dalle attività svolte sul fondo, senza peraltro sminuire gli aspetti difensivi passivi che sono alla base della costruzione dell’edificio. Esse erano elementi attivi nell’economia locale poiché nei secoli del Medioevo la ricchezza derivava dalla terra e questa tipologia di costruzioni rappresentava il baluardo intorno al quale ruotava l’attività economica di un locus ben definito, attraverso le opere antropiche realizzate per renderlo produttivo, come i dissodamenti, i terrazzamenti, le canalizzazioni e la viabilità. Nel tempo hanno rappresentato elementi di punta delle politiche signorili e sono state oggetto di aspre contese tra domini anche nell’ambito di guerre locali con drammatici passaggi di mano, senza esclusione di duri interventi armati.

Nella maggior parte dei casi le case-forti erano di proprietà dei domini feudali e collegate a strutture più complesse di fondovalle, come i castelli ed erano gestite attraverso preposti a cui spettava la conduzione del complesso di attività rustiche e più in generale gli interessi economici a esse connessi. L’aspetto difensivo di queste strutture era essenziale per offrire sicurezza al preposto e ai suoi sodali, sia rispetto alle possibili ingerenze dall’esterno di persone o gruppi armati male intenzionati che avvicinavano la località con propositi di rapina, ma anche per rendere sicura l’azione di comando e controllo esercitata sui gruppi servili e/o salariati. Questi, spesso numerosi, agivano in seno alla struttura e a questi si aggiungevano i tributari di roide e corvée, dovute al dominus e fornite nello stesso contesto economico. Nell’ambito di questa varia umanità non erano assenti le forti tensioni.

Nei secoli formativi dell’insediamento vallivo alpino le case-forti sono state l’elemento chiave dell’occupazione dei territori da parte delle signorie di banno, intorno alle quali sulle terre libere vennero condotte deforestazioni e messa a coltura di ampie estensioni di terreno, unitamente a marcate opere di ceduazione delle foreste di versante con l’introduzione castagno.

Alle case-forti era quasi sempre associato un abitato rustico, disposto a debita distanza, secondo una precisa pianificazione del territorio, dov’erano alloggiati i servi e i villici liberi salariati, agenti quali prestatori di manodopera per la conduzione delle attività economiche, che nella maggior parte dei casi si estrinsecavano in attività subordinate, talora molto intense, in linea con le consuete variazioni stagionali legate ai ritmi delle campagne. Anche rispetto a questa presenza, talora piuttosto numerosa, le caratteristiche protettive della casaforte agivano quale fattore di dissuasione rispetto a eventuali propositi di aggressione nei confronti dai mandatari signorili che rappresentavano l’autorità in sede locale.


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